Salisburgo – La storia

Già dal Neolitico abbiamo racce di insediamenti nell’area salisburghese. Divenuto un accampamento celtico, dal 15 a.C. sulle rive del fiume Salzach nacque il centro romano di Juvavum che riuscì ad ottenere dei diritti di municipalità nel 45 d.C., divenendo così un’importante città della provincia del Noricum.
Nel V secolo è documentata la fondazione di un monastero cristiano.
Salzburg deve il suo nome dalle sue miniere di salgemma (il cui significato letteralmente è Castello del Sale) e proprio il sale fu la chiave dell’economia della città.
Nel 798 il Papa Leone III sotto richiesta di Carlo Magno nomina Salisburgo Arcidiocesi. Questa provincia ecclesiastica comprendeva quasi tutta la Baviera e gran parte dell’Austria.
Nel 1077 l’arcivescovo Gebhard von Helfenstein intraprende la costruzione della fortezza di Hohensalzburg (Alta Salisburgo). L’arcivescovado fu messo al bando da Federico Barbarossa e l’anno successivo un incendio doloso da parte di fautori della causa imperiale distrusse l’intera città.
Negli anni 1200-1246 l’arcivescovo Everardo II, esponente dell’Impero, costruisce un’area sotto il controllo arcivescovile e a fine secolo Salisburgo raggiunse l’indipendenza dalla Baviera.
Nel 1481 l’imperatore Federico III diede alla città di Salisburgo il diritto di libera scelta del consiglio cittadino e del borgomastro. Nel 1511 l’arcivescovo Leonhard von Keutschach porta avanti con la violenza la controversia che lo contrapponeva alla città: incarcera borgomastro e consiglio cittadino e toglie la città i sui privilegi. Nel 1525 ebbe inizio la “Guerra dei Contadini di Salisburgo” e la rivolta occupò la cittadella della Residenza e assediò per 3 mesi l’arcivescovo, rifugiatosi nella fortezza di Hohensalzburg.
Dopo il 1600 la città subì una trasformazione in stile barocco sotto gli arcivescovi Wolf Dietrich von Raitenau, Markus Sittikus Conte di Hohenems e Paris Conte di Lodron. Quest’ultimo riuscì inoltre a non coinvolgere la città nella Guerra dei Trent’anni, grazie alla sua politica neutrale.
Dal 1772 al 1803, durante il regno dell’arcivescovo Hieronymus Conte Colloredo, Salisburgo fu soggetta a una profonda revisione del sistema scolastico secondo il modello austriaco, che permise l’arrivo in citta’ di numerosi artisti e scienziati. Con l’ultima seduta del Sacro Romano Impero della Nazione Germanica, venne abolito il potere temporale degli arcivescovi e dei vescovi salisburghesi.
Il Principato di Salisburgo passò all’Austria nel 1803 per tornare alla Baviera nel 1810 e rientrare, dopo il Congresso di Vienna, di nuovo nel territorio austriaco. Nel 1850 raggiungese l’indipendenza territoriale della corona d’Austria.
Il NO vinse il referendum per l’annessione alla Germania del 1921 e in seguito all’Anschluss nel 1938, Salisburgo fu annessa alla Germania nazista di Adolf Hitler. Seguirono giorni di violenza, con roghi in piazza di libri, distruzione della sinagoga e persecuzione degli ebrei.
Salisburgo fu teatro di alcuni lager per i prigionieri politici, costruiti nel 1942.
Dopo aver subito numerosi bombardamenti da parte degli americani, il 4 maggio 1945 le truppe alleate entrarono in città.
Fu nell’agosto dello stesso anno che si tenne la prima rappresentazione del Festival di Salisburgo del dopoguerra. Salisburgo è la prima Land a desiderare la ricostituzione della Repubblica Austriaca, riconosciuta il 26 settembre.